Blog

Grupo Ibiza 59, avanguardia artistica dell’isola

Artisti visionari che cercarono nell’arte un antidoto alla paura dell’indistinto, eredità dell’immediato dopoguerra. La trovarono nell’Ibiza selvaggia di fine anni ‘50, e la raccontarono in un’espressione astratta, antiaccademica, splendidamente anticonvenzionale. Ad unirli una profonda amicizia e l’amore per l’isola

La Seconda Guerra Mondiale portò tanti artisti ed intellettuali europei a fuggire dai loro paesi d’origine per cercare una nuova vita. Gli esponenti di Grupo Ibiza 59, arrivarono sull’isola con questo intento. Gran parte di loro giunsero dalla Germania dilaniata dal conflitto, e questa piccola realtà dal sapore mediterraneo, dalla natura generosa e bellissima, dalla luce forte e dal clima gentile, si rivelò ai loro occhi una musa salvatrice, il genius loci che si fa catarsi, capace di guarire le ferite dell’animo. 

Ibiza era il luogo perfetto dove ricominciare un nuovo capitolo e una profonda ricerca creativa percependo l’arte con occhi diversi. L’isola possedeva le qualità per diventare un vero e proprio centro di pellegrinaggio artistico, complice la vicinanza alla terraferma e la possibilità di vivere senza grandi risorse finanziarie. Un paradiso appartato e autentico, che allo stesso tempo venne trasformato dagli artisti in una nuova dimensione, associata alla modernità e alla cultura contemporanea. 

La nascita di Grupo Ibiza 59

Grupo Ibiza 59 venne fondato su iniziativa di Emil Schillinger, che aveva appena aperto l’Hotel El Corsario a Dalt Vila, antica casa padronale del diciassettesimo secolo riconvertita in una galleria d’arte nel 1954 (oggi trasformata in ristorante e alloggio di lusso). Nell’atto costitutivo emergeva nero su bianco l’intento dei partecipanti: costituire un’associazione a scopo puramente espositivo che prevedesse una mostra collettiva all’anno e una mostra individuale al mese. Nessuna competitività, solo ricerca artistica e ammirazione reciproca. “L’arte per l’arte”, quella bellezza che doveva “salvare il mondo” dopo il capitolo più buio del Novecento. 

Inizialmente il Gruppo era costituito daI tedesco Heinz Trökes (Hamborn, 1913 – Berlino, 1997), lo svedese Bertil Sjoeberg (Malmö, 1914-1999), la russa Katja Meirowsky, unica donna del Gruppo (Spremberg, 1920 – Potsdam, 2012), e Erwin Broner (Monaco di Baviera, 1898-1971). Successivamente si aggiunsero Erwin Bechtold (Colonia, 1925-Sant Carles, 2022), Hans Laabs (Treptow, 1915 – Berlino, 2004), Robert Munford (Worcester, 1925 – Water Mill, Long Island, New York, 1991), Egon Neubauer (Magdeburg, 1920 – Hannover, 1991), Antonio Ruiz (Soria, 1923), e Carlos Sansegundo (Santander, 1930 – Palma, 2011), che si unì un po’ più tardi e non può essere considerato un membro fondatore, come nel caso di Bob Thompson (Luisville, Kentucky, 1935 – Roma, 1966) e Pierre Haubensak (Meiringen, Svizzera, 1935). 

Il ceramista Antonio Ruiz fu nominato direttore della galleria, ma fu la personalità di Erwin Broner ad essere determinante nella formazione di Grupo Ibiza 59: l’artista era il più anziano, e aveva un grande talento per promuovere cause comuni di interesse generale. Ma nonostante la sua figura di spicco, l’Associazione si distinse sempre per essere una comunità di uguali che avrebbero contribuito al funzionamento e all’organizzazione su base paritaria. 

Come gruppo artistico, non avevano un manifesto che definisse i principi che li univano, solo alcuni testi di Broner, che generalmente accompagnano le mostre, rappresentano le idee dell’Associazione. Ad emergere erano i sentimenti di stima, ammirazione e aiuto reciproco. Arte e amicizia era il tacito binomio che identificava Grupo Ibiza 59

Le radici, le novità e lo stile: un inno alla libertà espressiva

Grupo Ibiza 59 si distinse per uno stile pittorico astratto, diametralmente opposto alla figurazione accademica e convenzionale. Questo li portò a indagare nuove forme ed espressioni creative, incorporando materiali o oggetti di diverse origini nella costruzione dell’opera, soprattutto utilizzando gli elementi naturali che l’isola offriva. La loro espressione fu una rivelazione rispetto al mondo pittorico dell’isola, ma nonostante la loro ricerca e spiccata creatività, non influì in modo rilevante sugli artisti locali. 

Lo stile che accomuna i membri del Gruppo è riconducibile al movimento surrealista al quale si ispirarono. Non è un caso che durante gli anni in cui il Grupo Ibiza 59 era attivo, furono visitati da Tristan Tzara, una delle figure di spicco del movimento Dada e membro fondatore del leggendario e stimolante Cabaret Voltaire Zurigo (1916). Broner, incoraggiava a lasciarsi alle spalle la paura e le convenzioni accademiche per far fluire l’istinto creativo, dando ascolto alle proprie radici ma allo stesso tempo aprendosi alle novità e al nuovo contesto culturale. Non è un caso se i membri del collettivo trovarono nell’antica storia dell’isola una grande fonte di ispirazione, soprattutto dalle testimonianze risalenti al periodo fenicio. Ibiza 59 si identificò sempre in una totale libertà espressiva e l’astrazione era derivante da un sincero bisogno interiore di creare linguaggi artistici personali desiderosi di rompere con le tradizioni.

Grupo Ibiza 59 si sciolse nel 1964. Nonostante l’assidua ricerca, l’entusiasmante condivisione e la grande produzione artistica, furono insufficienti per dare vita ad un vero e proprio mercato: la capacità economica della società ibizenca dell’epoca non poteva permettersi un’offerta continua di opere d’arte come quella che il Gruppo era in grado di generare. Fu così che i membri del collettivo proseguirono le loro future carriere separatamente, ma la loro amicizia e l’amore per l’isola non venne mai interrotto.

Seguici su