Il Natale a Ibiza potrebbe sembrare irriverente per chi non conosce questi due immancabili protagonisti delle Feste, che con il loro “ben stare” portano sorrisi, regali, fortuna e il buon auspicio per l’anno che verrà
Diciamocela tutta, se non siamo a conoscenza del significato del Caganer e chi rappresenta nel presepe ibizenco, restiamo un po’ perplessi. Si tratta della curiosa statuina di un contadino accovacciato con i pantaloni abbassati, nell’atto più naturale del mondo, come suggerisce il suo stesso nome “Caganer”. C’è da chiedersi dov’è finita la sua “intimità” è perché, in tutte le pose e gli intenti che un laborioso personaggio può rappresentare, è stata scelta proprio questa azione?
Il Caganer è la figura più irriverente del presepe catalano, un vero e proprio simbolo di fortuna e prosperità per l’anno nuovo, perché si sa, dove c’è scarto c’è abbondanza, che a sua volta si trasforma per un florido divenire, una sorta di ruota del benessere (in tutti i sensi). Una tradizione che racconta più di una leggenda ma un legame atavico con la terra, dell’importanza della resa dei campi, di timori e auspici, di fame e abbondanza.
La figura del Caganer porta con sé la bellezza di una vita passata, e come si sa, le tradizioni a Natale restano sempre le stesse anche nel ricordo. Questo buffo personaggio non può certo mancare nel presepe catalano, così come in quello ibizenco, una rappresentazione natalizia tutta da ridere e tutt’altro che blasfema, da apprezzare e condividere: impossibile resistere alla tentazione di comprarne uno nelle bancarelle di Vara del Rey. Unica accortezza: nel presepe va rigorosamente posizionato in una zona più defilata e nascosta. Anche il Caganer desidera la sua intimità.

Ma la divertente tradizione del Natale ibizenco non finisce qui: immancabile anche il Caga Tió. Restiamo sempre in tema, ma questa volta usciamo dai ruoli delle sacre rappresentazioni. Qui poco c’entrano la vita contadina e le antiche usanze, nonostante il protagonista sia la rappresentazione di un ceppo di legno, un elemento della natura trasformato dalla fantasia catalana che regala doni a modo suo, sempre all’insegna del “benessere”. Anche in questo caso il nome rivela la funzione: trattasi di un ceppo di legno magico che proprio la notte della vigilia di Natale defecherà regali, così zollette di carbone per i bambini che si sono comportati male.

Ma per produrre cotanta “abbondanza” il Caga Tió deve essere ben alimentato e protetto dal freddo con un cappellino e una copertina. Secondo la tradizione catalana, a partire dall’otto di dicembre, il giorno dell’Immacolata Concezione, si inizia a servire simbolicamente la cena al simpatico ceppo di Natale. Ma non è finita qui: affinché il Tió abbia una buona “regolarità di intestino”, bisogna colpirlo con un bastone, rigorosamente cantando questa canzone:
“Caga tió, tió de Nadal / No caguis arengades, que són salades / Caga torrons, que són més bons!”
(Caga tió, tió di Natale / Non cagare aringhe, che son
o salate / Caga torroni, che sono più buoni!).
Pretenzioso e un pizzico irriverente, ma la generosità del Caga Tió non ha limiti, e assieme ai doni, regala dolciumi, torroni, caramelle e cioccolatini, sono alcune delle sorprese che dovresti trovare quando sollevi la copertina che lo protegge dal freddo. Le tradizioni catalane trasformano il Natale, con tutto il bello dell’ironia che rendono le Feste ancora più speciali.



