Questo luogo di spiritualità racchiude una storia affascinante, e l'aspetto ricorda quello di una piccolo castello dalle mura candide e merlate. Un gioiello da non perdere nel grazioso centro di Sant Jordi de ses Salines
Le “chiese-fortezza” sono una peculiarità dell’isola di Ibiza, luoghi di preghiera che al tempo delle incursioni corsare turche e barbaresche del XVI secolo, offrivano un riparo sicuro agli abitanti dell’isola. Se ne contano quattro in tutto il territorio: la chiesa di Santa Eulària, di Sant Antoni, di Sant Miquel, e di Sant Jordi. Quest’ultima è una delle più antiche, ma la caratteristica principale che la rende unica è data dalla particolare struttura che ricorda un vero e proprio “castello” in miniatura.
A definire le sue linee perimetrali è una curiosa merlatura che la incorona: 29 rialzi in muratura eretti a intervalli regolari, tipici dell’architettura militare medievale, che si fondono con il candore dell’intero edificio. La bianchissima chiesa di Sant Jordi sembra uscita da un quadro, circondata da un cortile ombreggiato da alte palme e aranceti, Plaça de l’Esglesia, recintata da un muretto imbiancato a calce al quale si può accedere attraverso due entrate, dal lato est e da quello sud.
L’origine della chiesa-fortezza
La prima notizia documentata della chiesa di Sant Jordi nella piana de ses Salines risale al 1469, quando probabilmente era ancora in costruzione. La piccola “fortezza” fu opera dei laboriosi contadini locali, motivati da una fervente devozione a San Giorgio, a cui venne dedicata la cappella, e dalla necessità di escogitare una pragmatica soluzione per difendersi dai crescenti attacchi barbareschi e turchi.
Le frequenti incursioni dal mare di quel periodo resero necessaria la costruzione di una solida torre-rifugio di forma rettangolare, con pareti mansardate e coronata da merli, al cui interno si trova un’unica navata, coperta da un tetto a punta e divisa in tre sezioni da due archi di facciata su pilastri, spazio che venne trasformato anche in cappella.
Secondo i documenti storici, già nel 1482 esisteva la figura di un priore che si dedicava alle funzioni di culto e alla gestione dell’accessibilità in caso di attacchi. Il suo nome era “Pere Tàpies”, e riceveva ben due lire “per lo stipendio”, una curiosità storica che testimonia la duplice funzione e operatività della chiesa-fortezza.
Fu solo nella prima metà del XVII secolo, e successivamente nel XVIII secolo, che la chiesa di Sant Jordi subì una trasformazione prima considerata del tutto impensabile per ragioni di strategia difensiva: vennero aggiunte due cappelle laterali alla pianta originale. Nonostante questa modifica architettonica, mantenne comunque la funzione originaria di protezione fino al 1869, quando venne tolta definitivamente l’artiglieria.
A fine del XIX secolo vennero fatte ulteriori modifiche: fu spostata la porta di ingresso principale che si affacciava sulla piazza ad est della chiesa, ed aperta un’altra verso sud, e fu eretto il campanile sul lato ovest.
Durante il XX secolo, costruirono altre due cappelle laterali e impreziosirono gli interni, ma lo scoppio della guerra civile spagnola portò alla scomparsa di quasi tutti i beni mobili della chiesa, dalle antiche pale d’altare, ai dipinti, così tanti altri oggetti di valore. Restò però il dono più prezioso che la rende unica in tutta l’isola, la curiosa architettura merlata, quella di una chiesa che assomiglia ad un piccolo castello.






Indirizzo
Calle Vicent Serra i Orvay, s/n – Sant Jordi de ses Salines.


