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Le fioriture di Ibiza, una primavera anticipata e giallissima

I paesaggi di fine inverno si ammantano di piccoli soli: fiori gentili e dal colore vivace, ma soprattutto dalle foglie commestibili, ricche di vitamine A e C. Si chiama “Acetosella gialla” e rende la campagna ibizenca una favola

L’inverno è breve a Ibiza, e già all’inizio del mese di febbraio l’isola diventa un incanto. Le fioriture di mandorli sono una delle attrazioni più belle della stagione “fredda”, quando il bellissimo entroterra diventa un’attrattiva per moltissimi locali e turisti che amano praticare trekking e lunghe passeggiate tra gli alberi fioriti o semplicemente ammirare lo spettacolo naturale. 

La località più nota è quella di Pla de Corona, la piana tra Sant Mateu de Corona e Santa Agnès de Corona, ma bellissimi sono anche gli itinerari che si snodano lungo i soleggiati versanti della costa di Sant Josep de sa Talaia, e nella località di Sant Joan de Labritja, incorniciati da numerosi alberi di mandorlo in fiore, candide nuvole arboree che ingentiliscono i belvedere (scopri qui dove andare). 

Ma la primavera precoce dell’isola si tinge anche di un altro colore: a predominare è il giallo limone delle fioriture dei prati che coprono l’intero territorio con macchie di colore intenso e brillante, soprattutto nelle belle giornate di sole. Tra le gioiose margherite, i papaveri seduttori, le calendule curative e i numerosi e variopinti fiori di campo, a prevalere è l’Acetosella gialla che puntella il verde della campagna ibizenca con una miriade di piccoli soli. 

In spagnolo si chiamano vinagrillos”, e oltre a rendere incantevoli i paesaggi dell’isola, sono note tra le piante selvatiche commestibili più facili da trovare a Ibiza: le loro foglie vengono usate in cucina per il sapore inconfondibile e per le proprietà benefiche!

Acetosella gialla, dal Sudafrica ad Ibiza

Ne ha fatta di strada l’Acetosella gialla (Oxalis pes-caprae L.). Questa pianta è originaria del Sudafrica ed è stata introdotta nelle regioni insulari del Mediterraneo verso la fine del Settecento. Nelle isole Baleari ha trovato l’habitat ideale poiché è in grado di attecchire in qualsiasi tipo di suolo, anche sabbioso e roccioso, mentre mal sopporta temperature particolarmente rigide. 

Appartiene alla Famiglia delle Oxalidaceae, è dell’Ordine Geraniales e della Classe Magnoliopsida, fiore delicato all’apparenza ma infestante in natura, al punto da comportare un rischio per la biodiversità del luogo, lo sanno bene i contadini che le estirpano dai loro terreni per far crescere le colture locali. Ma da cosa riconosciamo esattamente l’Acetosella? Basta fare attenzione alle foglie, composte da tre foglioline a forma di cuore. Romantica ma allo stesso tempo spartana poiché è molto comune negli incolti, nei prati e ai bordi delle strade.

In passato veniva usata come erba medica e la medicina popolare ne faceva grande utilizzo, soprattutto tra i marinai che si imbarcavano sulle navi poiché veniva utilizzata come antiscorbutico per l’elevato contenuto in vitamina A e C presente delle foglie.

Ai nostri tempi, è proprio questa caratteristica a renderla un ingrediente salutare nella cucina naturale, perfetta per impreziosire e insaporire le insalate o vinaigrette con il suo sapore acidulo che conferisce una nota di freschezza alle portate. 

La fioritura ibizenca dell’Acetosella gialla ha luogo a inizio febbraio e si protrae fino al mese di aprile quando la parte aerea scompare chiudendo il ciclo riproduttivo. Dunque, oltre ai candidi mandorli, le giallissime fioriture delle campagne ibizenche possono essere una bella attrattiva non solo per numerosi artisti, viaggiatori e amanti della natura che si recano in questo periodo dell’anno per ammirare lo spettacolo e immortalarlo, oppure e concedersi lunghe passeggiate, ma anche per amanti della cucina salutare. 

Ibiza è un vero e proprio eden: con la sua terra rossa e generosa, le colture di cereali, viti, ulivi, carrubi e fichi che rendono la sua tavola ricca, sana e gustosa, c’è anche questo piccolo e semplice fiore giallo a impreziosire il patrimonio naturale dell’isola, finché i greggi di pecore e capretti golosi lo consentono. 

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