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Sa Revista, il borghetto nel cuore delle saline

Un grappolo di case e una chiesa, ombreggiate da alte palme e orlate da fichi d’India. A poca distanza, un vecchio mulino che si specchia sulle acque delle saline, incantevole nelle fotografie. Nel cuore del Parco Naturale di Ses Salines c’è un angolo pittoresco, ricco di storia

Ai piedi del Puig des Corb Marí, il monte che veglia le Saline di Ibiza, spunta una manciata di case bianche, proprio al lato del Camì des Cavallet, strada che termina a Punta des Cavallet e alla bellissima spiaggia omonima. Si tratta di Sa Revista de sa Sal, oggi, un piccolo borgo residenziale, campeggiato dalla sua chiesa, la Iglesia de Sa Revista

Qui regna la pace, un angolo di paradiso per i residenti, gentili ed ospitali nell’accogliere qualche viaggiatore curioso che si aggira per scattare delle fotografie, attratto dalla pittoresca facciata della chiesa e dagli angolini fotogenici nei dintorni, tutto in perfetto stile ibizenco. La cappella è chiusa ormai da anni e non è accessibile ma si vocifera che basta guardare all’interno del grosso foro del portone d’entrata proprio quando il sole è a mezzogiorno e illumina l’altare, un mistico gioco di prospettiva che desta stupore e meraviglia. 

Ma perché esiste questo minuscolo villaggio proprio all’interno del Parco Naturale delle Saline? Tra il XVIII e il XIX secolo, nel piccolo borgo di Sa Revista. vivevano i salinieri con tutte le loro famiglie, un accogliente rifugio dopo estenuanti ore di manodopera dedita all’estrazione di quello che è sempre stato considerato “l’oro bianco di Ibiza”, il sale.

Si trattava di lavoratori stanziali, a differenza di quelli stagionali che arrivavano dai villaggi vicini, e passavano la notte in riva al mare o in capanne improvvisate, costruite con qualche ramo di pino, sistemazioni di fortuna che dovevano ospitarli per tutta la durata della raccolta, che iniziava a metà agosto e, solitamente, terminava due mesi dopo.

Il piccolo centro fungeva anche da stazione di controllo per i galeotti che venivano spediti sull’isola proprio per svolgere i lavori più duri nelle saline: poco distante dal gruppo di case, affacciato sull’Estany de Llevant, si trova la casa chiamata El Cuartel, che ospitava i gendarmi di sorveglianza del luogo. Da qui il toponimo del luogo “Sa Revista”, proprio ad indicare la funzione di controllo.

Sa Revista era un piccolo microcosmo dove la vita quotidiana scorreva lenta. Le settimane erano scandite da un lavoro impegnativo, e la domenica era l’unica giornata di festa per le famiglie che abitavano il borgo e i lavoratori accampati nei dintorni. Immancabile la messa, che si teneva nella chiesa di Sa Revista ,dedicata a San Carlos: la funzione veniva celebrata dallo stesso parroco della vicina chiesa di Sant Francesc de s’Estany, responsabile della cura spirituale di tutti i salinieri, stanziali o temporanei, e di tutta l’industria del sale. 

La cappella di Sa Revista venne costruita intorno al 1785 proprio per soddisfare la richiesta degli allora residenti di poter avere un luogo d’incontro e un rifugio spirituale, una struttura semplice e lineare, dagli interni modesti, solo tre metri di larghezza per quattro di altezza, e gli esterni caratterizzati dalla facciata imbiancata a calce, un piccolo campanile e il tetto a capanna. Ad impreziosirla un dettaglio: lo stemma reale scolpito nella pietra posto sopra l’ingresso. 

Sembra ancora di poter immaginare la vita di un tempo, scandita dal duro lavoro, dai dogmi della fede e dalle piccole gioie di famiglia. Oggi non resta che scattare una foto, nel rispetto delle case di proprietà che circondano la chiesa, e passeggiare lungo Camì des Cavallet da dove avvistare la casa con il mulino che si specchia sulle acque della salina. Un’immagine ferma nel tempo, dalle mille suggestioni. 

Per raggiungere il borgo e la piccola chiesa di Sa Revista, bisogna entrare nel Parco Naturale di Ses Salines da Sant Jordi.

Dopo tre chilometri, poco prima di attraversare i bacini artificiali, si trova una curva a gomito. Se si prosegue dritti, si imbocca la strada che porta alla spiaggia di Es Cavallet.

La cappella e il piccolo nucleo di case si trovano 600 metri più avanti, sulla sinistra.

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