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Sant Carles de Peralta, la culla del movimento hippie ad Ibiza

Un villaggio tra le dolci colline della parte nord dell’isola, terra rossastra puntellata da carrubi, mandorli e fichi ibizenchi. Una manciata di case bianche, un bar che ha fatto la storia e dà servizio postale, una casa museo ferma nel tempo, e quell’anima libera e anticonformista che lo rende ancora così autentico

A Sant Carles de Peralta sembra quasi possibile rivivere l’Ibiza di un tempo. In questo piccolo centro situato a poco più di cinque chilometri da Santa Eulària des Riu, aleggia un’atmosfera rilassata, molto simile a quando l’isola era il place to be di hippies e sognatori che stanchi della società consumistica occidentale cercavano una connessione con la natura, con il prossimo e con l’universo, a ritmo di mantra e rock psichedelico. 

Negli anni ’60 e ’70 un gruppo di figli dei fiori provenienti da ogni angolo d’Europa scelsero questo villaggio e le zone rurali circostanti come rifugio di pace, amore e tranquillità. Sant Carles diventò così la culla del movimento hippie di Ibiza, nonché punto di riferimento dei due mercati hippie più famosi dell’isola, nati dall’esigenza degli artisti di vendere le loro creazioni, dalle opere d’arte ai prodotti artigianali.

Stiamo parlando di due realtà tutt’oggi molto conosciute: Las Dalias, situato appena fuori dal centro urbano che vanta oltre trent’anni di storia. Ogni fine settimana è ritrovo di tanti turisti e locali amanti del genere, nonché palcoscenico di rinomati eventi in musica. Il Punta Arabí Hippie Market è invece situato nella vicina località di Es Canar, ed è il più grande mercato hippie di Ibiza, aperto nel 1973. Qui potrete trovare oltre 500 bancarelle di ogni genere con proposte di artigianato, prodotti naturali, incensi profumati, incantevoli vestiti boho e accessori. Aperto da aprile ad ottobre è una delle destinazioni da non perdere, non solo per fare shopping ma per scoprire un importante aspetto culturale dell’isola. 

Un incontro al Bar Anita

Lo spirito libero e anticonformista della comunità hippie, unito al pragmatismo della vita agreste di Sant Carles, resero questo villaggio unico nel suo genere. Negli anni ‘60 e ‘70 il movimento viveva in armonia con gli abitanti locali, ma non mancò qualche episodio di tensione a causa dello stile di vita estremamente libero, in antitesi alla cultura e ai dogmi dei contadini. Fortunatamente prevalse sempre l’intesa, strette di mano, qualche burbero sorriso e un brindisi al Ca n’Anneta, il leggendario Bar Anita, il punto di ritrovo per eccellenza a Sant Carles nonché ufficio postale. 

In questo storico locale, tra i più conosciuti dell’isola, si continua a banchettare con i piatti della tradizione ibizenca, dalla colazione alla cena (le tapas sono eccezionali). Qui è possibile assaggiare anche il loro famoso liquore, lo Hierbas e Licor de Algarroba, ammirare la bellissima cassetta delle lettere in legno, e la sua storica cabina telefonica, un tempo l’unico mezzo di comunicazione del villaggio con il mondo esterno. Il Bar Anita è molto più di un locale, è una vera e propria pietra miliare dell’isola che testimonia il passato. 

Sant Carles de Peralta conserva l’essenza dei villaggi rurali di Ibiza anche nell’era del 2.0: la manciata di case bianche e poche stradine dove affacciano deliziosi negozietti di abbigliamento, oggettistica e artigianato, e poi la chiesa e la sua piazzetta dove si svolgono le feste patronali e incantevoli coreografie di Ball Pages, qui tutto può essere un’ispirazione per rivivere le atmosfere di un tempo, senza fretta. 

La chiesa, l’agricoltura e le miniere Nel territorio dei Cavalieri

Il nucleo urbano Sant Carles de Peralta si sviluppa attorno alla Chiesa di San Carles che troneggia il centro. La struttura e il suo campanile abbagliano per il candore e affascinano per le linee pure ed eleganti: le arcate della facciata per esempio, conducono all’ampio portico dell’ingresso, un bellissimo porxo colonnato, splendido esempio dell’architettura rurale dell’isola. 

Il territorio dove nel XVIII secolo venne edificata questa parrocchia, apparteneva alla municipalità di Santa Eulària, un grande distretto con il nome di “Vénda de Peralta”, il quale sembra si trovasse all’interno dell’Antico cavalierato di Peralta, documentato dal 1465, ma esistente fin dal Medioevo, quando Margarida Joan dimostrò di esserne la legittima proprietaria attraverso la successione di Ramon de Velario, ex governatore di Eivissa. 

La chiesa di Sant Carles è da sempre luogo di culto e d’incontro per gli abitanti del villaggio ma anche un’importante testimonianza storica poiché a partire dalla fondazione della parrocchia iniziò lo sviluppo del centro urbano e delle case di campagna sparse nelle valli circostanti in divisioni demografiche note come “véndes”.

La chiesa venne costruita nel 1875  in seguito alla pubblicazione dell’editto di costituzione delle parrocchie di Eivissa e Formentera da parte di Mons. Manuel Abad y Lasierra, primo vescovo di Eivissa che scriveva: ”È sembrato conveniente costruire lì una nuova chiesa parrocchiale, che sarà dedicata a Sant Carles, e il terreno che le è stato assegnato, che attualmente conta solo una ventina di famiglie, ha tutte le possibilità di essere popolato molto presto“. 

Preveggenze che anticiparono il destino del villaggio. Oltre alla vocazione contadina del luogo, avvantaggiata da una terra fertile e rossastra per l’alto contenuto di ferro (basti citare le antiche fattorie Can Montserrat e Can Blai de sa Paret Llarga), una delle principali ragioni dello sviluppo urbano furono le miniere di s’Argentera a poca distanza dal centro, sfruttate alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX secolo. Nonostante siano cadute presto in disuso per esaurimento della risorsa mineraria, diedero un notevole incentivo alla crescita urbana. 

L’impronta agricola di Sant Carles de Peralta è ancora visibile e splendidamente conservata nelle pittoresche valli che spaziano nel territorio. In merito alla tutela di questo importante aspetto, si registra un costante aumento dell’agriturismo e delle case rurali nel tentativo di preservare l’ambiente e di proporre un’alternativa sostenibile al turismo di massa. Soluzioni esperienziali ed immersive a stretto contatto con la natura, vicino alla cultura locale e ad un passo dal mare. 

I luoghi della cultura e le spiagge più belle

Sant Carles de Peralta custodisce alcuni importanti tesori, testimonianze della tradizione e dell’etnografia locale. Stiamo parlando della Font de Peralta, una fontana in pietra risalente all’inizio del XVII secolo alimentata dal torrente Morna. Il concetto di fonte che genera la vita e dona prosperità del villaggio è omaggiato ogni anno il 15 di agosto, con una festa che celebra “El Dìa de la Mare de Dèu d’agost”, con gli immancabili e affascinanti balli popolari.

Un’altra tappa imperdibile a Sant Carles è il Museo Trull de Ca n’Andreu, un Bien de Interés Cultural (BIC), un Bene di Interesse Culturale inserito nella categoria dei siti storici dagli anni ‘90 del secolo scorso, trasformato in una casa museo che descrive la vita rurale ibizenca di un tempo. Una visita all’antica casa payesa, è un tuffo nel passato e permette di vivere un’esperienza alla scoperta delle tradizioni più autentiche legate alla vita di campagna, caratterizzata da un profondo legame con la terra, quando i ritmi erano ancora scanditi dalla natura e non dalle esigenze del turismo.

Il territorio di Sant Carles de Peralta spazia anche verso il litorale, aree ammantate da pinete profumate da esplorare seguendo i percorsi escursionistici, attività da praticare tutto l’anno, particolarmente indicata in primavera e in autunno. 

Alcuni itinerari raggiungono la Torre d’en Valls, situata a 1 km a est della spiaggia di Pou des Lleó. Questa struttura di vedetta risalente al XVIII secolo, è una delle torri di difesa meglio conservate dell’isola grazie al restauro eseguito negli anni ’80 in seguito a un’esplosione del XIX secolo. Arrivando al suo cospetto potrete ammirare un bellissimo panorama sull’isolotto di Tagomago e sul blu del Mediterraneo. 

Sant Carles è inoltre il punto di partenza perfetto per raggiungere alcune delle più belle spiagge e calette della costa nord orientale dell’isola come per esempio Cala Mastella, Cala Llenya e Cala Nova, incantevoli mezzelune candide e nastri di sabbia fine che si tuffano nell’acqua turchese. Facilmente raggiungibili anche Cala Boix, Es Figueral e la selvaggia Aigües Blanques più a nord, quest’ultima place to be degli amanti del surf e dei nudisti che qui trovano il contatto perfetto con la natura incontaminata, tra l’intimità degli scogli che sembrano fare da quinta in alcuni tratti della spiaggia.  

A poca distanza da Sant Carles anche Es Canar, vivace centro turistico dove trovare ogni genere di servizio, tanti ristoranti e caffè ad un passo dalla gradevole spiaggetta urbana. Qui si trova anche il mercatino Hippie Market di Punta Arabí, per tuffarsi nelle atmosfere di un tempo, in questa parte dell’isola più vive che mai. 

Museo Trull de Ca n’Andreu
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