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case ibizenche, connessione con il passato 

Geometrie elementari, simili a fiori bianchi che spuntano nel verde dell’isola. Il pittore Santiago Rusiñol, colui che battezzò Ibiza come“Isla Blanca”, si ispirò proprio alle case che puntellano il paesaggio, architetture rurali che ne descrivono l’identità

Nessun vezzo creativo tradisce l’estetica della “finca”, la tipica casa di campagna ibizenca. “Casa payesa” o “casament” sono i termini che indicano i tradizionali edifici rurali, spazi che prediligono la sintesi e la funzionalità degli interni e delle aree esterne, soprattutto un tempo, adibite al lavoro agricolo e all’allevamento. 

Queste eleganti strutture dalle linee pulite sono concepite come abitazioni funzionali ma ricche di significato, veri e propri spazi interiori che rivelano un’intima connessione con la natura che li circonda. Architetture della tradizione, le cui strutture vengono tutt’oggi riproposte in progetti ex novo, impreziosite dal design ricercato e dalle migliorie della domotica moderna, ma senza tradire le linee classiche che le rendono uniche, un vero patrimonio dell’isola, un abitare senza tempo. 

La casa ibizenca, antica origine fenicia

L’insularità di Ibiza ha fatto sì che la sua cultura mantenesse molte peculiarità ancestrali, e alcuni aspetti del passato sono rimasti quasi inalterati rispetto alle trasformazioni e ai cambiamenti avvenuti altrove. La finca ibizenca è una preziosa testimonianza di questa “autonomia culturale”, e descrive le esigenze della vita di un tempo, dai materiali utilizzati per realizzarla, all’organizzazione degli ambienti, una splendida sineddoche della sua cultura che racchiude una storia davvero affascinante.

Gli studi hanno confermato che questa particolare architettura ha origini antichissime. Gli archeologi la identificano come “la casa Beit-bilani di Eivissa”, struttura che risale al tempo dei Fenici. La casa rurale ibizenca ha conservato le caratteristiche della cultura fenicia del periodo 1500-573 a.C. circa, a testimoniarlo, il confronto con i resti archeologici delle abitazioni dello stesso periodo in Siria-Palestina, dove, tra il 1500 e il 1000 a.C., si sviluppò un sistema di progettazione delle stanze intorno al “Breitraum”, lo spazio più grande della casa dove, lungo il lato più lungo, veniva posta la porta d’ingresso. 

È incredibile constatare come le case ibizenche siano essenzialmente conformi a questo particolare sistema di progettazione, importato sull’isola al tempo della colonizzazione fenicia del VII secolo a.C., tradizione edile che è continuata fino al XX secolo. 

La casa ibizenca, la struttura 

Sin dall’antichità le finche ibizenche si sono distinte per essere architetture che seguono lo stesso schema e la stessa identica funzionalità, un tempo necessaria ad una società basata su un sistema di sussistenza. Prestate attenzione: ad Ibiza non ci sono due case uguali, ma nessuna è radicalmente diversa dalle altre, sia per i materiali di costruzione, sia per le tecniche utilizzate, sia per la distribuzione interna e la funzionalità di ogni ambiente, sia per la concezione generale dell’edificio. 

Ogni finca presenta una serie di elementi o circostanze essenziali: pianta quadrata, muri spessi puntellati da porte e finestre minimali per preservare il fresco in estate e il calore del focolare in inverno, e tetti piani per raccogliere la scarsa acqua piovana, costituiti da una sovrapposizione di tavole di legno di ulivo, o di canne, strati di alghe, carbone e argilla, il tutto sostenuto da travi di ginepro o di pino. 

Nel passato, erano i contadini stessi a costruirle, tramandando il sapere edile di generazione in generazione. Il loro contatto costante con l’ambiente naturale e l’esigenza di rispondere ad una serie di necessità, erano i fattori che portavano ad utilizzare le materie prime locali a disposizione. Partivano sempre da un singolo nucleo al quale, con il passare del tempo, si aggiungevano altre parti abitative dette “case”, tutte con un nome specifico per designare la loro funzione: dalla “casa del vi”, alla “casa de la matança”, un gemmare degli spazi che aumentavano a seconda delle esigenze della famiglia, un vero e proprio gruppo di “case” dette “casament”.

Gli spazi della casa ibizenca 

La casa ibizenca ottimizza gli spazi prediligendo la sintesi e la funzionalità degli interni e delle aree esterne, connettendosi all’ambiente che la circonda. Ogni elemento combacia con un’esigenza particolare, lo stesso “porxo”, la stanza alla base della casa ibizenca, ovvero lo spazio da cui si accede al resto dell’abitazione, nacque dalla necessità di proteggersi dalla forte luce e dal calore solare: i contadini costruirono dei muri davanti alle case che gradualmente si evolsero in forme architettoniche fisse, come portici o verande che venivano utilizzati come depositi, spazi di lavoro, ma anche come ambienti per gli attimi conviviali, spesso troneggiati da un grande tavolo, panche e sedie per ricevere gli ospiti o effettuare diverse mansioni, e brande per la notte. Questo spazio si trasformò così in un vero e proprio soggiorno multifunzionale che veniva modificato a seconda delle ore del giorno, o in base alla stagione dell’anno e al lavoro da svolgere. 

Se il “porxo” è lo specchio di luce, un’area estroversa, nata da un’evoluzione della casa contadina, la cucina risulta l’esatto contrario, uno spazio interno, privo di aperture, considerato dagli stessi inquilini la parte più “intima” della casa. Un vero e proprio “focolare domestico” dove trovare tutto il necessario per cucinare e mangiare. Nelle classiche progettazioni ha un orientamento nord-sud, con le pareti lunghe del suo volume rivolte verso est e ovest e quelle corte verso nord e sud.  Alcune cucine di antiche finche, come il bellissimo esempio che si può vedere a Ca n’Andreu des Trull nel comune di Sant Carles de Peralta, ospitano un grande “trull”, il frantoio per la spremitura delle olive, il quale veniva attivato dalla forza di un animale “de preu” (cavallo o mulo), e il torchio, una pressa ricavata da un tronco di mandorlo che spremeva il succo e l’olio dalla pasta di olive, accuratamente raccolta all’interno dei tradizionali “cofins”, i cesti intrecciati dalle abili mani dei contadini. 

Il piano terra poteva ospitare anche la “casa de jeure de baix”, ovvero la camera da letto inferiore, solitamente posizionata sul lato nord, unita alla parete posteriore della cucina, così la “casa del vi” e la “casa de la matança”. Nella “casa del vino” si pigiava e veniva fatta fermentare l’uva, dopodiché il prezioso liquido era trasferito nelle botti in cui si conservava tutto l’anno. Nella “casa della mattanza” si ponevano alcuni alimenti, formaggi e nella parte più arieggiata, gli insaccati derivati dalla macellazione del maiale come sobrasadas, butifarras, butifarrones e camallots, una sorta di grande dispensa ma allo stesso tempo un ambiente creativo, dove si confezionavano espadrillas, si lavorava il legno e si intrecciava il vimini per realizzare cesti e portaoggetti.

Visitando un’antica finca, potete raggiungere il piano superiore dalla scala del “porxo”. Qui si trovano le “cases de jeure de dalt” che al tempo venivano adibite a stanze da letto e a zone per la cura della persona. Molte case presentano anche il portico superiore, utilizzato per essiccare la frutta come albicocche e fichi, ma anche zucche o stringhe di peperoni, e l’aglio che veniva appeso al muro o al soffitto in lunghe trecce. 

All’esterno della casa si trova il “tancat”, il  cortile, e alcune proprietà potevano disporre del “trull”, il frantoio esterno, e della “casa del carro”, l’aia con la cisterna e i fienili con le recinzioni per impedire l’accesso al bestiame. Altri elementi tipici sono un forno per la calce, una ruota ad acqua e un carbonile per ottenere carbone, a testimoniare la vita di sussistenza delle famiglie locali.

La casa ibizenca: orientamento e posizione

L’orientamento e la posizione sono elementi peculiari delle antiche finche di Ibiza: la facciata principale era quasi sempre rivolta verso il mare, anche se, a seconda delle circostanze orografiche, questo orientamento teorico verso sud poteva essere modificato, rivolgendosi verso est o verso ovest. Solo eccezionalmente la facciata principale era rivolta verso i venti del nord, per una ragione pratica: la casa con esposizione verso sud garantiva una migliore insolazione.

In merito alla posizione, un tempo non si prediligeva la costruzione delle case lungo la costa. Le strutture più datate che possiamo trovare lungo i litorali, vennero edificate solo a partire dagli anni Venti del Novecento. Le finche più antiche di Ibiza si trovano all’interno dell’isola, dove tutt’oggi spuntano come candidi fiori nel dolce paesaggio collinare e nelle piane verdissime dell’Isla Blanca.  

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