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Emprendada, la storia del gioiello ibizenco

L’intreccio splendente che adorna il décolleté delle donne ibizenche è un dettaglio che non passa inosservato. L’accessorio che un tempo impreziosiva gli abiti delle feste era uno status sociale, oggi un’affascinante testimonianza del passato

L’emprendada sembra quasi un cimelio imperiale tanta è la sua opulenza, eppure la sua origine è legata all’umile società ibizenca di un tempo, fortemente radicata nelle tradizioni e nelle credenze religiose. Questo gioiello, simile ad una collana-corpetto, poiché copre gran parte del busto delle donne senza essere agganciato dietro il collo ma puntato direttamente al vestito, racconta una delle più belle tradizioni di Ibiza, nonché si rivela uno degli elementi più emblematici e affascinanti del folklore locale. 

L’emprendada consisteva in un intreccio di differenti ornamenti tra i quali spiccava sempre il tema votivo. Poteva essere in oro o in argento, con elementi in corallo. Le più antiche venivano assemblate proprio con straordinari fili corallini e altri materiali come la madreperla o il vetro, e venivano chiamate con il nome di “agustinades“. 

Qualunque fosse il materiale utilizzato nell’intreccio dei vari monili, il rosario era sempre l’elemento più importante, da cui aveva origine l’empredada stessa: un tempo le bambine ne ricevevano uno come dono per la prima comunione, e durante il corso degli anni potevano aggiungerne altri, così collanine, filigrane e ciondoli. 

Questo è il grande fascino di questo accessorio ibizenco: ogni pezzo racconta una storia e testimonia le occasioni più importanti, festeggiate con un nuovo elemento da assemblare, una vera e propria trama della vita di una donna ibizenca di inizio Novecento. Un gioiello che racchiude i ricordi, ma soprattutto i valori simbolici del tempo: quello religioso, quello familiare e quello sociale.  

L’emprendada era infatti considerata la dote femminile, poiché le figlie femmine non erano destinate ad eredità materiali, proprietà terriere o altri beni di importante valore. Il gioiello rappresentava quindi una specie di “status sociale”, simbolo della ricchezza della famiglia. Le giovani lo sfoggiavano abbinandolo alla gonella negra, un vestito di lana nera pesante con gonne a più strati e una camicetta dello stesso colore dalle linee austere, utilizzato in occasione del festeig, l’antico rituale di corteggiamento dove i giovani pretendenti partecipavano ad una presentazione formale a casa della fanciulla, la quale, in presenza della madre, avrebbe scelto il suo futuro sposo. 

Successivamente l’emprendada venne abbinata anche ai bellissimi e coloratissimi abiti dei giorni di festa, utilizzati anche per il Ball Pagès, una rappresentazione folkloristica fatta di musica e coreografie che tutt’oggi anima le feste paesane in tutta l’isola. 

Questi gioielli della tradizione ispirano ancora orafi e artigiani di Ibiza che ripropongono modelli di collane elegantemente sontuose, più pratiche ed accessibili, delle autentiche opere d’arte ispirate alla tradizione. Un vezzo tutto ibizenco che non passa mai di moda.

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