s

Blog

Ibiza, un viaggio nel tempo


Ibiza è uno dei più antichi ambienti urbani del Mediterraneo e il primo dell’arcipelago delle Baleari. Il suo passato è sorprendente e fondamentale per comprendere il presente e la realtà sociale, attraverso il mosaico di culture che l’hanno occupata ininterrottamente, a partire dal 2700 a.C.

L’isola di Ibiza è stata un punto di vitale importanza nelle rotte marittime del Mediterraneo occidentale fin dai viaggi dei primitivi argonauti grazie alla sua posizione strategica, e nel corso della storia è stata testimone dell’incontro di popoli e civiltà. È  incredibile pensare quanta storia sia racchiusa in una realtà così piccola, dai più considerata una meta mondana e con poca identità: visitarla è come percorrere un affascinante viaggio nel tempo che affonda le radici nell’antico passato: i primi colonizzatori dell’isola risalgono all’Età del Rame, a partire dal 2700 a.C.

Ibiza Fenicia e punica

I Fenici si stabilirono sull’isola di Ibiza nella seconda metà del VII secolo a.C. e la trasformarono in un importante enclave commerciale. Il primo insediamento fu Sa Caleta, la piccola baia dalle alte pareti di roccia arenaria a sud-est dell’isola, e la stessa fondazione della Città di Ibiza è attribuibile al loro stanziamento. 

A partire dalla fine del VI secolo a.C., Ibiza entrò a far parte della sfera d’influenza di Cartagine: le popolazioni puniche arrivarono fondendosi con la primitiva colonia fenicia dando luogo a una significativa crescita demografica che si protrasse per tutto il V secolo a.C. Questa unione favorì soprattutto l’insediamento nella Baia di Eivissa, tanto da trasformarlo in un importante centro urbano, con una popolazione di diverse migliaia di abitanti e con una topografia consolidata che rimarrà invariata per tutta l’antichità. 


A partire dalla metà del V secolo a.C, fu proprio la crescita della popolazione che rese possibile la colonizzazione di tutta Ibiza attraverso la creazione di un gran numero di insediamenti rurali sulla costa e all’interno dell’isola, che incentivarono l’allevamento e l’agricoltura grazie allo sfruttamento diretto delle risorse del territorio. Ibiza divenne anche un importante centro di produzione ed esportazione, riferimento agricolo e commerciale del Mediterraneo occidentale, nonché un importante centro spirituale: risale a questo periodo l’idolatria di Tanit, dea dell’amore, della fertilità e della morte.

Busto Dea Tanit,  MAEF, Museo Arqueológico de Ibiza y Formentera
Reperti di epoca punica, MAEF, Museo Arqueológico de Ibiza y Formentera

Ibiza Romana

Ibiza fu anche municipio romano (con il nome di Ebusus) attraverso il processo di integrazione delle Pitiusas (toponimo derivante dal Greco che significa “ricoperte di pini”), consolidato all’inizio dell’epoca imperiale. Durante il principato di Augusto, si assiste a un’importante crescita economica, e grazie alla Pax Augusta, vengono intensificati i rapporti commerciali con tutto il Mediterraneo, soprattutto con le Isole Baleari. Nelle campagne, gli insediamenti rurali vennero ricostruiti e ampliati per intensificare la produzione data  da olivi, viti e cereali. 

A partire dal II secolo d.C., la società e la vita municipale vennero completamente romanizzate e Ibiza diventò un piccolo ma importante centro  all’interno di un impero ormai molto esteso. I secoli II e III d.C. sono scarsamente conosciuti dal punto di vista archeologico, tuttavia, almeno in ambito rurale, nell’ultimo venticinquennio del I secolo d.C. e per tutto il II secolo d.C., si verificò una forte crisi che comportò l’abbandono di diversi insediamenti e un forte calo della produzione agricola, soprattutto di olio e vino. Anche l’artigianato della ceramica, fino ad allora fiore all’occhiello del commercio ibizenco, ebbe un brusco arresto, penalizzando così il commercio.  

All’alba del III secolo d.C. scoppiò il periodo di anarchia militare che si concluderà con le invasioni dei popoli barbari, che frammenteranno definitivamente l’unità dell’Impero romano segnando così anche il destino dell’isola. 

Immagine: Acquedotto romano di S´Argamassa, Santa Eulalia.

DAl Medioevo all’età moderna

La Tarda Antichità nelle Isole Pitiuse è caratterizzata dal dominio dei Vandali che conquistarono le isole nel 455 d.C. Sono poche le testimonianze di questi anni, se non quelle del sistema di irrigazione e della rotazione delle colture, che fanno intuire un dominio di natura politica e amministrativa. Nel 534 d.C. le Pitiuse vennero incluse nell’Impero bizantino, periodo che coincise con la ripresa dell’attività economica, soprattutto quella della ceramica, e con l’aumento degli insediamenti: molte delle strutture abbandonate durante il periodo imperiale romano vennero occupate e sulle loro rovine vennero costruiti piccoli habitat. 

I secoli successivi sono caratterizzati dalla conquista islamica, influenza tuttora presente in molte usanze dell’isola, dall’edificazione delle case ai costumi tradizionali, dagli strumenti musicali al dialetto “Ibicenco”. Gli Arabi si insediarono a Ibiza del 902 d.C., e trasformano l’isola avviando una crescita economica basata su sale, agricoltura e pesca. Durante questo periodo, le isole divennero una grande potenza navale, sviluppando un’intensa attività militare contro i regni cristiani. 

Altra data fondamentale per la storia dell’isola è senza dubbio l’8 agosto 1235, la conquista da parte del Regno di Aragona che diede avvio alla cultura catalana.

Il XVI secolo si contraddistingue per l’insicurezza nel Mediterraneo occidentale, sono costanti gli attacchi da parte della flotta turca e dei pirati algerini. Questo portò i Catalani alla fortificazione del sistema difensivo: per proteggersi, costruirono mura fortificate supplementari e chiese dove scappare in caso di attacco, numerose dotate di cannoni sul tetto. Ma fu l’architetto italiano Calvi che completò la costruzione delle mura della città di Ibiza, le stesse che vediamo oggi, patrimonio UNESCO dell’isola. 

Durante il XVII e il XVIII secolo si consolidarono le strutture difensive lungo la costa con la costruzione di numerose torri di avvistamento. L’influenza cristiana si consolidò sempre di più e con l’arrivo del primo vescovo, furono costruite numerose chiese in tutta l’isola e i suoi villaggi presero il nome di santi cristiani. La città di Ibiza si sviluppò all’interno dell’area protetta, pianificando i quartieri di La Marina e di Sa Pena, mentre durante il XIX secolo vennero progettati edifici simbolo del centro come: Teatro Pereira, Lungomare Vara de Rey e il Porto di Ibiza.

Nel XX secolo arriva il turismo e trasforma l’isola donandole una nuova identità: Ibiza diventa territorio hippy grazie alle sue bellezze naturali e alla sua reputazione di libertà. Luogo di nascita di artisti, scrittori, filosofi, star e visionari.

Immagine di copertina: Ibiza Travel

Seguici su