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Los Reyes Magos e la tradizione più dolce dell’Epifania

Dalla “Cabalgada” al “Roscón”, per non parlare di doni, dolcetti e un po’ di carbone. Se Papà Noel è tanto atteso dai più piccoli, i Reyes Magos lo sono ancora di più

Dopo il Natale, l’Epifania è un’antica usanza molto celebrata in tantissime famiglie ibizenche, ma anche per le strade e nelle piazze dove vengono allestiti grandi preparativi per il 5 gennaio, data in cui si svolge la “Cabalgada de los Reyes Magos”, la suggestiva Cavalcata dei Re Magi. Si tratta di una vera e propria sfilata dove i tre protagonisti mascherati distribuiscono caramelle e dolciumi a tutti i presenti, accompagnati da carri allegorici, simili a quelli che vengono realizzati per carnevale, con personaggi di fantasia o delle favole. Una tradizione molto sentita, nata nel lontano 1866 a Alcoy, una piccola città in provincia di Alicante. Dalla fine del XIX secolo questa usanza si diffuse in tutta l’Andalusia e la Catalogna, e nelle Baleari si festeggia con tanto di celebrazioni e rappresentazioni teatrali. Ad Ibiza è un vero spettacolo per grandi e piccoli. 

Anche quest’anno Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, arriveranno il 5 gennaio alle ore 18 al porto di Ibiza, non in sella ai docili destrieri ruminanti ma in barca, per poi dare il via alla parata nel cuore della città. El Día de los Reyes Magos è molto atteso in tutti i centri dell’isola, così le immancabili usanze, come quella della consegna della lettera dei bambini al Paje real, il paggio reale che raccoglie i loro desideri scritti su carta, gli stessi che sperano di trovare l’indomani sotto l’albero di Natale, consegnati direttamente dai Re Magi. 

La tradizione in cucina

Un’altra immancabile tradizione, si prepara in cucina. Stiamo parlando del delizioso Roscón de Reyes, il dolce tipico dell’Epifania spagnola. Si tratta di una ciambella dalla pasta soffice e profumata, decorata da una pioggia di deliziosa frutta candita. Molto simile ad un pane dolce dal delicato sentore di burro e fiori d’arancio, semplice o tagliato a metà, arricchito di panna, marzapane o crema di yema quemada, il Roscón rivela soprattutto degli ingredienti segreti a chi lo morde: la tradizione vuole che al suo interno si nascondano delle piccole sorprese.

Ed è così che nell’impasto potreste trovare statuine, portachiavi o graziosi gadget simili a quelli degli ovetti di cioccolato, minuscoli doni che vi trasformeranno nel “re della festa”: solo chi ha la fortuna di trovarli avrà anche il diritto a cingersi la testa con una corona di cartone, immancabile quando viene servito questo dolce. Ma attenzione a cantare vittoria, nell’impasto potreste trovare anche una fava o un fagiolo secco: chi morde il legume deve pagare la torta!  

Secondo la leggenda, il Roscón de Reyes risale alla Francia di Enrico III, a testimoniarlo è H. Sampelayo nel suo libro “Gastronomía española”. Siamo tra il 1574 e il 1589, e sui banchetti di corte, soprattutto nel periodo della festività del Natale, non poteva mancare una grande ciambella. La sua particolarità era quella di contenere una fava: il fortunato che la trovava si trasformava nel “Re della tavola” e poteva dare “ordini” agli altri commensali. Fu così che il Roscón divenne una portata amatissima anche da Filippo V e dagli altri re spagnoli per consolidarsi in una vera e propria tradizione in tutto il Paese con il passare dei secoli. Oggi chi tocca il legume non è considerato il vincitore ma il dolce fascino di questa tradizione è rimasto immutato nel tempo. 

Come preparare il Roscón de Reyes

Ingredienti per 1 kg di Roscón de Reyes

  • 100 g di burro morbido
  • 130 g di zucchero
  • 2 uova medie
  • 1 scorza d’arancia ì
  • 15 g di lievito di birra fresco (o 5 gr di lievito disidratato)
  • 220 g di latte intero tiepido
  • 600 g di farina 00
  • 1 pizzico di sale fino

Ingredienti per decorare  

  • Zucchero a velo q.b.
  • 1 tuorlo d’uovo
  • Frutta candita a piacere

Procedimento

In un recipiente a parte, monta due uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Nella tazza di una planetaria con foglia, poni farina setacciata, lievito, latte, scorza grattugiata di un’arancia, le uova sbattute con lo zucchero e un pizzico di sale. Solo quando gli ingredienti saranno ben amalgamati, sostituisci la foglia con il gancio della planetaria. 

L’ultimo ingrediente da aggiungere è il burro, da miscelare un po’ alla volta assicurandoti che ogni singolo pezzo venga assorbito prima di amalgamarne un altro. 

Otterrai un impasto liscio ed elastico, pronto per essere modellato. Forma una palla omogenea e lasciala a riposo per lievitare in un luogo tiepido e privo di correnti d’aria per circa 4 ore.

A questo punto modella la palla per trasformarla in una ciambella: crea un buco al centro aiutandoti con due dita. Spennella la superficie con un tuorlo sbattuto e aggiungi la frutta candita a piacere. Lascia lievitare il composto per altre due ore, il tempo utile per raddoppiarne il volume. A questo punto il Roscón è pronto per essere cotto in forno statico a 180°, per almeno 30 minuti. 

Una volta sfornato, lascialo raffreddare. Quando raggiungerà la temperatura ambiente potrai spolverarlo di zucchero a velo oppure farcirlo con panna, crema o marzapane tagliandolo a metà. 

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