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Tagomago, l’eden per pochi a nord-est di Ibiza

Una delle più grandi tra le isole minori di Ibiza, è un autentico santuario naturale, una destinazione per pochi ma allo stesso tempo, un richiamo che affascina tutti. Quest’isola privata è un patrimonio di biodiversità, regno dell’avifauna locale e dell’endemica Sargantana, e dal 2018, Riserva Marina Protetta

Tagomago appare nitida, vista dalla costa nord-est di Ibiza, ad un braccio di mare di distanza che conta appena 900 metri dal punto più vicino, eppure sembra mantenere le sembianze di un miraggio. In questa isola infatti non si può sbarcare liberamente, ma si può raggiungere solo con tour privati che navigano le sue acque cristalline e organizzano delle escursioni nel suo territorio, in alternativa, con imbarcazioni private o a noleggio, facendo attenzione a dove sbarcare. 

Tagomago è un eden per pochi poiché è un’isola privata, ma prima di essere acquistata da una famiglia spagnola, era un’isola per marinai, per una famiglia di contadini e per qualche visionario che intravedeva nel turismo un trampolino di lancio. Correva il 1972 quando due anziani di Sant Carles de Peralta crearono un chiosco vicino a es Mollet, il molo all’estremità della Costa di Blancar, lungo la parte occidentale. Nel 1980 l’attività venne rilevata da un’altra persona, fino alla chiusura da parte delle autorità. Nella parte centrale si trovava un’antica casa, Can Domingo, che ha dato il nome ad alcune vasche dove tradizionalmente venivano tenuti gli animali e a una grotta situata lungo la costa di Llevant. Questa abitazione fu vissuta in modo intermittente da una famiglia di contadini che non temevano la solitudine e il duro lavoro, fino alla metà del XX secolo. La casa venne ristrutturata e ampliata all’inizio degli anni Ottanta e trasformata in una grande e incantevole villa, una sorta di “torre d’avorio” che ha scosso l’opinione pubblica provocando diversi movimenti cittadini, un malcontento ripetuto a gran voce nel corso degli anni. Oggi, quest’unica residenza presente sull’isola, viene considerata uno dei place to be più esclusivi di tutte le Baleari, prenotabile con affitti stellari. 

Ma, oltre “l’isolamento dorato” e la proprietà privata di Tagomago, cosa “limita” i flussi turistici di massa? Dal 2018 è stata istituita la Riserva Marina della costa N-E di Eivissa-Tagomago, su proposta del Consell d’Eivissa, spalleggiata dal comune di Santa Eulalia: Tagomago è Riserva Marina Protetta e copre un totale di 3.756 ettari, tra Punta des Jonc, S’Argamassa e le acque interne che costeggiano l’isola. 

Il decreto di istituzione ha regolamentato le attività di estrazione di flora e fauna marina e le attività subacquee, ma di riflesso ha anche tutelato le specie autoctone terrestri che si sono sviluppate grazie alla posizione isolata. A Tagomago si trova infatti un ecosistema unico e non è raro avvistare lungo le coste rocciose e le impervie scogliere che si tuffano nel mare, esemplari di falco della regina o il cormorano, uccelli marini protetti, mentre nell’entroterra mediterraneo, la sargantana, e non quella che siamo abituati a conoscere ma la specie autoctona, la Podarcis pityusensis tagomagensis. È incredibile pensare quanto una piccola isola possa essere un mondo, unico e irripetibile.  

Il nome, “tago” e “mago”

Ma perché l’isola si chiama Tagomago? L’etimologia del toponimo deriva da una parola composta con due elementi preromani, “tago” e “mago”. I linguisti concordano sul fatto che il primo sia di origine iberica e significherebbe “puig, massís, serra”, ovvero “montagna”, mentre non tutti concordano in merito al secondo elemento. L’interpretazione predominante considera il termine “mago” di origine punica, collegandola al nome dell’ammiraglio cartaginese “Magó”. Dunque, Tagomago equivarrebbe a dire “Puig de Mago”, “montagna di Magò”. D’altro canto, Joan Coromines, esperto linguista, spiega che la parola “mago” è indoeuropea, e significa “grande, grandioso”, questo vorrebbe dire che il toponimo Tagomago si riferisce a “Puig gran”, “grande montagna”

Un po’ di geografia 

L’isola di Tagomago si trova all’estremità Nord-Est di Ibiza, a un miglio di distanza dalla zona costiera più vicina (circa 900 metri), la piccola penisola formata da Cap Roig, nel comune di Santa Eulària des Riu. L’isola ha una superficie di 590.000 m² e si estende per 1.750 metri in direzione Nord-Ovest, Sud-Est, tra la punta di sa Rajola, o des Llavions, e il capo Xaloc. L’estremità Nord-Ovest dell’isola è costituita dalla scogliera di Tramuntana, che presenta, a ovest, un tratto di costa molto ripido chiamato sa Cotada e, a nord, un tratto che termina nella punta di sa Cabra, o s’Escull d’en Bet.

La sua morfologia costiera è straordinaria, disegnata da grotte e alte coste rocciose. Le due scogliere più importanti sono olla de Tramuntana e olla de Llevant lungo la costa orientale, separate dalle penisole della Punta des Nius e, nell’entroterra, dal puig des Avencs. Entrambe sono zone di ancoraggio, ma sono orientate verso il mare aperto e le imbarcazioni, per evitare l’esposizione alle onde, tendono ad ancorare più protette all’estremità occidentale dell’isola, nel tratto di Costa del Blancar. A Tagomago è presente un molo, noto come es Mollet, da cui parte un sentiero che porta al faro situato sul promontorio di Xaloc, a 78 metri sul livello del mare, entrato in funzione nel 1913, quando il faro di Sa Punta Grossa, a Sa Cala, venne definitivamente chiuso.

Il punto più alto dell’isola è a 117 metri s.l.m., il Cap Alt, situato a Sud-Ovest dell’isola, su un tratto di costa molto frastagliato noto come Sa Graveta, che presenta alcune grotte con lo stesso nome. Altre importanti e spettacolari formazioni di questo genere che caratterizzano il paesaggio costiero, sono le cale di ses Cuines e des Cagallons, a Sud-Ovest; le cavità di cap de Xaloc e s’Esbruf, a Sud-Est; le grotte di s’Olla de Llevant; la cova des Falcó, sull’olla de Tramuntana; la cova de s’Aigua, a Nord; la cova des Blancar e s’Ombra, a Est. 

Un paradiso per l’avifauna e regno di biodiversità

Un rapporto della Rete Natura 2000 del 2003 spiega che l’isola di Tagomago è costituita da rocce prevalentemente del periodo triassico e presenta un clima semi-arido con venti che soffiano da Est e da Nord, i quali forniscono un importante fattore salino.

L’isola è classificata come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona Speciale per la Protezione degli Uccelli (ZPS) dall’Unione Europea, grazie alla grande varietà di specie che la abitano. Oltre ai falchi torraioli o marini, e ai cormorani, qui prospera una colonia di virot (Puffinus mauretanicus), una specie endemica delle Pitiuse, inoltre, nidificano i corbelli e altri rapaci. Per quanto riguarda la fauna terrestre, va segnalata una specie endemica di sargantana, la Podarcis pityusensis tagomagensis.

Quest’isola presenta inoltre un’elevata diversità vegetale, con 204 specie catalogate distribuite in 151 generi e 56 famiglie. La flora è simile a quella di Ibiza, con cui condivide le specie. In ogni caso, esiste un gruppo di piante molto interessanti per la loro rarità e il loro valore biogeografico come la Diplotaxis ibicensis, la Silene cambessedesii e la Salicornia endemica delle Pitiüses, tutte provenienti da ambienti costieri. Nell’interno dell’isola cresce una piccola geofita endemica delle Isole Baleari, la Romulea assumptionis, e il predominante Olivello spinoso che vive su un substrato roccioso assieme ad abbondanti cespugli che conferiscono il classico aspetto di paesaggio mediterraneo. 

Silene cambessedesii, Ph credit Reserves Naturals Eivissa
Come arrivare a Tagomago

Esplorare l’Isola di Tagomago in barca è uno dei modi migliori per scoprire la sua bellezza. Ci sono diversi tour guidati che partono da Santa Eulària, da Cala San Vicente o dalla Città di Ibiza, e includono tappe nei punti più spettacolari della costa ibizenca nord-orientale come Cala Boix, Cala Mastella ed Es Figueral prima di raggiungere Tagomago. In alternativa è possibile il noleggio di yacht o motoscafi privati, ideali per chi cerca un’esperienza esclusiva e personalizzata nelle acque cristalline.

Una volta sbarcati è possibile seguire il sentiero escursionistico che conduce al faro, posizionato in uno dei punti più panoramici dell’isola, ma, lungo tutto il percorso, si susseguono viste incantevoli sulla costa di Ibiza, su quella di Formentera in lontananza e sull’orizzonte del Mediterraneo che spazia sul blu del mare, dorato in una miriade di riflessi al tramonto.

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