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Centro d’interpretazione Sant Francesc di Ibiza, tra storia e natura del Parco Naturale delle Saline

Una tappa fondamentale per conoscere questo eden, un angolo dedicato alla divulgazione consapevole, inserito nella splendida cornice delle Saline di Ibiza

Impossibile confondersi, il Centro d’interpretazione Sant Francesc di Ibiza si trova nella casa parrocchiale a fianco della chiesetta di Sant Francesc de s’Estany, nel comune di Sant Josep de sa Talaia. Un conglomerato di muri candidi all’interno di un piccolo cortile ombreggiato da alte palme, protetto da un muretto altrettanto bianco, uno scorcio come un quadro d’autore in una tonalità ricorrente, un classico nell’edilizia ibizenca, quasi un omaggio al tesoro di questo territorio: il sale

Il centro, situato all’interno del Parco Naturale di Ibiza e Formentera, è un pit stop da appuntare per conoscere questa importantissima area protetta delle Pitiuse, nonché Zona di Protezione Speciale (ZPS) e Sito di Interesse Comunitario (SIC), un luogo di biodiversità legato alla storia dell’isola sin dall’antichità. 

Il Centro d’interpretazione Sant Francesc di Ibiza offre ai visitatori tutte le informazioni necessarie per conoscere e godere l’area protetta. Qui vengono organizzate attività, itinerari, visite guidate e mostre fotografiche utili a raccontare i valori del Parco Naturale: attraverso la divulgazione e l’educazione ambientale è possibile promuovere la natura e la cultura delle meraviglie al suo interno ma anche sensibilizzare un turismo sempre più consapevole, capace di valorizzare il passato, tutelare il presente e incentivare i progetti virtuosi per il futuro.

Il Parco Naturale, un mondo legato al sale 

All’interno del Centro d’interpretazione Sant Francesc di Ibiza i visitatori possono scoprire una mostra dedicata al sale, con immagini moderne e antichi strumenti utilizzati per estrarre il prezioso oro bianco. Un vero e proprio viaggio nella storia delle saline e dell’isola stessa, fonte economica essenziale sin dall’antichità.

Testimonianze di un’attività millenaria, gli stessi coloni Fenici si insediarono nel sito di sa Caleta a partire dal secolo VIII a.C. proprio per la vicinanza alle saline, fattore determinante per la loro economia. Il lavoro manuale venne svolto per secoli e secoli fino all’avvento della meccanizzazione moderna che permise di velocizzare ed ottimizzare il lavoro. 

Curiosa la testimonianza fotografica della ferrovia, dedicata al trasporto dei carichi all’interno delle saline, sostituita definitivamente dai trattori e dai rimorchi nel 1972, quelli che tutt’oggi possiamo scorgere vicino alle alte pile di sale o a ridosso degli specchi d’acqua che lavorano per la produzione, per la maggior parte destinata ai Paesi del Nord Europa per salare il merluzzo. 

Per concludere la visita al Centro d’interpretazione Sant Francesc di Ibiza, si potrà assistere a un’interessante proiezione audiovisiva che descrive brevemente gli aspetti più importanti del Parco Naturale: gli ecosistemi più rappresentativi come le lagune litorali e gli stagni del sale, il sistema dunale adiacente ai principali arenili del parco e gli isolotti dove la selezione naturale ha plasmato incredibili endemismi, i boschi e le scogliere, importanti per alcuni rapaci che vivono nel parco. Infine le praterie dell’ambiente marino dove si trova uno dei tesori più importanti, la Posidonia oceanica, patrimonio UNESCO dell’umanità. 

Tutti questi diversi ambienti hanno un comune denominatore: il sale. Questo prezioso minerale determinò anche la storia dell’isola e il paesaggio culturale che tutt’oggi possiamo ammirare: l’antico insediamento fenicio di sa Caleta all’interno del Parco Naturale (dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO), le cinque torri di difesa sparse lungo tutto il litorale del Parco e lo stesso nucleo di case Sa Restera, che nasce come insediamento abitativo degli operai salinieri. Qui venivano controllati anche i documenti dei condannati che arrivavano sull’isola per lavorare alle saline. 

Qualche curiosità

Le saline di Ibiza disegnano il paesaggio con specchi d’acqua salata, un curioso mosaico dai finestrini dell’aereo: una vera e propria coreografia di colori che passano dall’azzurro al rosa, alcuni virano persino al rosso. Ma a cosa è dovuta questa particolare combinazione di tonalità? 

L’acqua degli stagni non presenta lo stesso grado di salinità che aumenta di area in area condizionandone la biodiversità. Come spiegato dai pannelli espositivi del centro d’interpretazione Sant Francesc di Ibiza, le saline sono composte da tre tipologie di stagni: riscaldatori, concentratori e cristallizzatori. Gli stagni riscaldatori sono i primi che ricevono l’acqua che arriva dal mare dove la salinità aumenta da 36 g/l fino a 85 g/l. Qui vivono organismi che tollerano la salinità più alta rispetto alle acque aperte del Mediterraneo.  

L’acqua dei riscaldatori passa ai concentratori, meno profondi, e dove la salinità aumenta fino a 170 g/, habitat di pesci come muggini e branzini, qualche anguilla, cardidi, lumache, vermi e larve di ditteri. In questi stagni prosperano anche la fanerogama acquatica Ruppia marittima e alghe come l’Enteromorpha e la Cladophora. Tra questa fauna spicca un organismo molto curioso, tipico delle acque particolarmente salmastre: l’Artemia salina, il “piatto” preferito dai bellissimi fenicotteri di Ses Salines, che conferisce loro il caratteristico piumaggio color rosa. 

Nel Parco Naturale sono state censite più di 200 specie di uccelli, tra i tanti, uno è il protagonista più emblematico delle Saline di Ibiza: il falco pescatore (Pandion haliaetus), che utilizza gli stagni come fonte di cibo dove banchettare con grandi pesci.

Ma perchè alcuni stagni delle saline sono anche di colore rosa o addirittura rosso? Siamo arrivati ai cristallizzatori in cui prosperano due ospiti molto particolari: la microscopica alga Dunaliella salina e il batterio Halobacterium salinarum. Questi due microrganismi sono responsabili della particolare colorazione degli stagni dove peraltro avviene l’ultimo passaggio dell’acqua del mare che si libera dei gessi disciolti e lascia precipitare il sale comune, il bianco tesoro che tutti conosciamo.

Visita il Centro d’interpretazione Sant Francesc di Ibiza


Ingresso gratuito.
 

Indirizzo: Casa Rectoral, Carretera a Ses Salines – Sant Francesc de s’Estany.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare: Ufficio del Parco a Ibiza: C/Canarias 31-35, Edificio CETIS, Torre 6, Planta 1 07800 Eivissa Telefono 971 17 76 88 Ext. 2 Orario: dalle 8.00 alle 15.00.

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