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Cattedrale di Ibiza, una promessa catalana 

La grande chiesa troneggia sulla cima della Dalt Vila, una delle opere architettoniche più importanti dell’isola, nonché simbolo della cultura locale

Dalle fonti storiche si presume che prima dell’edificazione della Cattedrale sorgesse un luogo di culto, probabilmente una moschea, considerato il dominio arabo antecedente a quello catalano. Uno dei primi obblighi che i conquistatori cristiani si imposero dopo l’avvento sull’isola nel 1235, fu quello di fondare una parrocchia dedicata a Santa Maria, proprio nella città di Ibiza. Grazie alla complicità celeste, o meglio dire, per grande devozione catalana, venne adempiuto alla lettera il suddetto impegno: il 17 settembre 1235 fu firmato nella città di Maiorca, il luogo destinato all’ubicazione dell’edificio votivo, il punto più alto della Dalt Vila. 

Ma la fondazione della parrocchia non coincise con la costruzione dell’edificio stesso: la chiesa non venne edificata immediatamente a causa della mancanza di manodopera. Dovremo aspettare fino al XIV secolo per l’inizio dei lavori, quando ci furono abbastanza coloni, braccia robuste per realizzare la grande opera. Non esistono fonti certe, ma gli archeologi ipotizzano un luogo di culto provvisorio che accoglieva i fedeli prima della costruzione della chiesa, esattamente nello stesso punto dove oggi svetta la Cattedrale.

La storia della Cattedrale 

Gli studiosi hanno suddiviso in fasi precise l’evoluzione della Cattedrale di Ibiza iniziando dalla fase pre gotica, considerata la tappa che va dal 1235, data della conquista catalana, all’ampliamento della chiesa nella seconda metà del XIV secolo. L’edificio esistente in questa fase è difficile da identificare, è stato accertato solo archeologicamente, poiché i documenti dell’epoca alludono solo alla sua esistenza, ma nessuno ne descrive le caratteristiche. 

La fase gotica parte dal XIV secolo, e di quest’epoca vengono conservate l’abside e le cinque cappelle che la circondano. La chiesa venne costruita sormontando una parte della fortificazione medievale che racchiudeva il recinto superiore della città islamica, sotto il presbiterio infatti, si conserva ancora un tratto della cinta muraria e parte di una torre. 

La fase rinascimentale ha inizio dalla seconda metà del XV secolo, periodo in cui lo stato dell’edificio doveva essere pessimo. A testimoniarlo la lettera che Alfonso il Magnanimo indirizzò all’arcivescovo di Tarragona nel 1454, in cui allude alle carenze economiche della parrocchia e al degrado della struttura che necessitava di urgenti riparazioni

Gli eventi della storia non contribuirono a migliorare la situazione che si trascinò per decenni: nel 1536 la città di Ibiza subì uno dei più forti attacchi dal mare e la chiesa fu un obiettivo diretto. L’edificazione delle tanto attese mura rinascimentali, progettate proprio per la difesa della città, era già stata avviata ma non ancora ultimata, inoltre, i grandi lavori di sterro delle nuove mura, non furono ottimali per la struttura della chiesa poiché vennero iniziati proprio accanto all’abside e proseguiti lungo il lato mare senza coerenza alle pareti della struttura e alla volta della navata. Questo provocò delle pericolose crepe che causarono l’infiltrazione dell’acqua piovana all’interno della navata. 

La fase moderna ha inizio alla fine del XVII secolo, periodo in cui la chiesa era in completo stato di decadenza, come testimonia il resoconto della visita del vescovo Josep Móra nel 1691. Il documento descrive nel dettaglio il tetto in pessime condizioni e la pavimentazione deteriorata dalle continue sepolture che venivano praticate all’interno. Questa situazione di degrado indusse le giurie dell’Università, in qualità di patroni della parrocchia, ad assumere i capomastri Pere Ferro e Jaume Espinosa per avviare i restauri. L’11 novembre 1712 fu firmato il contratto per il completo rifacimento della navata, optando anche per un rinnovo estetico (le costruzioni gotiche avevano concluso il loro tempo), per un budget complessivo di 2.800 pesos d’argento. I lavori vennero completati solo nel 1728, anno della bolla papale, con la quale fu concesso il vescovado alla città di Ibiza. La chiesa di Santa Maria acquisì così il rango di Cattedrale.

La fase contemporanea combacia con gli albori del XVIII secolo, periodo in cui la Cattedrale subì pochi cambiamenti nella sua fisionomia. I lavori più importanti furono la modifica del presbiterio e il trasferimento del coro,  eseguiti nel 1803.

Le opere d’arte più importanti 

Un consiglio per gli amanti dell’arte: tra le opere d’arte più antiche e preziose che conserva la Cattedrale di Santa Maria, soffermatavi ad ammirare:

  • i pannelli gotici di Sant’Antonio e Santa Tecla, di Francesc Comes (XIV secolo);
  • il grande e bellissimo ostensorio gotico di argento dorato, di Francesc Martí (1399);
  • pannelli gotici di Sant Jaume e Sant Macià, di Valentí Montoliu (XV secolo); 
  • la Generazione Santa, del maestro di Calvià (1515-1520);
  • la pala d’altare di Sant Gregori i les Ànimes, di origine valenciana o genovese (XVI secolo);
  • l’immagine in rilievo della Madre di Dio del Roser (XVI/XVII secolo).
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